Il 5×1000 è una quota dell’IRPEF che puoi destinare agli Enti del Terzo Settore: non è una donazione e non comporta alcun costo aggiuntivo, perché sono imposte che pagheresti comunque.
La differenza sta tutta nella scelta: se non indichi nulla, quella quota resta allo Stato, se invece firmi, puoi decidere dove indirizzarla.
E c’è un dettaglio importante:
- con la sola firma sulla categoria, l’importo viene distribuito tra più enti,
- con firma + codice fiscale, sei tu a scegliere il destinatario preciso.
In quel momento, quindi stai orientando risorse reali verso una realtà che senti vicina ai tuoi valori.
Il 30 aprile e il 730 precompilato: da dove partire
Dal 30 aprile l’Agenzia delle Entrate rende disponibile il 730 precompilato. È già pronto online e può essere controllato e inviato senza ricostruire tutto da zero.
All’interno di questo passaggio, c’è una scelta spesso trascurata, il 5×1000, non perché sia complicata, ma perché viene spesso percepita come secondaria.
In realtà è uno dei pochi momenti in cui noi possiamo decidere direttamente la destinazione di una parte delle nostre tasse.
Perché non è una decisione superficiale
Molte realtà del Terzo Settore, come la nostra ad esempio, lavorano su percorsi che richiedono tempo e continuità per vedere e raccogliere dei risultati, soprattutto quando si parla di educazione, inclusione e crescita di bambini e ragazzi.
Destinare il 5×1000 significa sostenere proprio questo tipo di lavoro: non un intervento isolato, ma un percorso che accompagna le persone e le famiglie nel lungo periodo.
Come compilare il 5×1000 nel 730
La procedura è semplice:
- accedi al 730,
- vai nella sezione dedicata al 5×1000,
- firmi nel riquadro degli enti del Terzo Settore e inserisci il codice fiscale dell’associazione che vuoi sostenere.
Ad esempio, il codice fiscale di Michelepertutti è 91040550443.
Non servono documenti aggiuntivi né passaggi complessi: proprio per questo sembra un passaggio facile da compiere, ma in realtà ti basterebbero pochi secondi per fare una scelta consapevole.
Esistono più modi per destinare il 5×1000
Il 5×1000 si inserisce nella dichiarazione dei redditi, che può essere presentata attraverso diversi modelli:
- il 730, per lavoratori dipendenti e pensionati;
- il Modello Redditi, per situazioni più articolate;
- la Certificazione Unica (CU), in alcuni casi specifici.
In ogni caso, la scelta resta la stessa: puoi indicare l’ente oppure non farlo.
Differenza tra 5×1000, 8×1000 e 2×1000
Spesso è facile confondere 5×1000, 8×1000 e 2×1000, ma sono strumenti diversi, vediamo insieme perché.
Il 5×1000 sostiene enti del Terzo Settore e progetti sociali e di ricerca.
L’8×1000 è destinato allo Stato o alle confessioni religiose.
Il 2×1000 finanzia i partiti politici.
Puoi esprimere tutte e tre le scelte senza costi aggiuntivi. Ma c’è una differenza: il 5×1000, se non viene indicato, non viene redistribuito tra gli enti a cui spetterebbe.
Perché destinare il 5×1000 a Michelepertutti
Michelepertutti è un ente del Terzo Settore riconosciuto che può ricevere il 5×1000.
Lavoriamo ogni giorno con bambini e ragazzi, dalla nascita alla maggiore età, in presenza di disabilità o altre fragilità, costruendo percorsi continuativi e affiancando le famiglie.
L’obiettivo è creare contesti in cui ogni bambino possa partecipare, orientarsi e sviluppare autonomie e competenze per vivere attivamente nella società.
Il nostro è un lavoro fatto di competenze, studio, presenza e continuità. Ed è proprio questa continuità che con il tuo 5×1000 potresti contribuire a sostenere.
Il valore concreto di una scelta facoltativa
Nel 730 il 5×1000 è un gesto veloce, ma non è una formalità.
È una scelta che incide sulla destinazione di risorse pubbliche e che permette di sostenere direttamente progetti e realtà impegnate nel sociale, come la nostra.
Pochi secondi per un impatto che dura nel tempo: ricordati allora la nostra associazione, Michelepertutti, e il suo codice fiscale 91040550443, quando farai la tua scelta!


