Crescere un bambino nei primi anni di vita è diventato sempre più complesso e i genitori si trovano spesso a cercare risposte concrete a difficoltà quotidiane, con la sensazione di non avere mai abbastanza strumenti o certezze per i propri bambini e bambine.
Ma di cosa hanno davvero bisogno i bambini tra i 0 e 6 anni per crescere bene?
In questo articolo proviamo a rispondere a questa domanda partendo dalle parole di un esperto, il pediatra, neonatologo e nonno Gherardo Rapisardi, intervistato da Michelepertutti sul tema dello sviluppo nei primi anni di vita.
I bambini non hanno bisogno di essere sovrastimolati
Durante l’intervista, Rapisardi mette subito in discussione una convinzione molto diffusa tra i genitori, ossia che per aiutare un bambino o una bambina a crescere sia necessario lo stimolo continuo o riempire la sua giornata di attività.
“Non pensare a ‘stimolare tanto’ il bambino per potenziare il suo sviluppo o a riempirgli la giornata di attività ‘per non fargli perdere occasioni’”.
Secondo il pediatra, il punto di partenza è un altro ed è collegato al fatto che i bambini siano già dotati di una forte motivazione interna “volta a scoprire e capire come funziona il mondo e lui stesso nelle relazioni con l’ambiente e con gli altri”.
Il bambino ha dunque bisogno di trovare al suo fianco un adulto capace di stargli accanto senza sostituirsi nella sua attività o aggiungere, in modo costante, degli impulsi.
Sentirsi capaci: un bisogno centrale nei primi anni di vita
Molti genitori iniziano a interrogarsi sui bisogni dei bambini perché si trovano a vivere situazioni faticose, come i comportamenti che preoccupano, un momento di crisi oppure dubbi continui sul proprio ruolo.
Nell’intervista emerge come questi momenti facciano parte del percorso di crescita e di sviluppo del bambino. Rapisardi lo spiega partendo da una consapevolezza maturata nel tempo:
“Se avessi saputo 40 anni fa ciò che so ora sui bambini sarei stato certamente un genitore migliore”
e aggiunge:
“Oggi quando guardo un bambino sento di poterlo capire meglio di quanto non facessi da genitore”.
Uno dei passaggi più importanti dell’intervista riguarda il bisogno di competenza. Rapisardi afferma come un bambino ce la metta sempre tutta per sentirsi capace e che è proprio qui che entra in gioco il ruolo dell’adulto come aiuto e supporto a sentirsi tale, sia ai propri occhi che a quelli dell’adulto.
Questo sostegno può iniziare fin dalla nascita, nelle esperienze quotidiane, dando l’opportunità ai bambini di mettersi alla prova e aiutandoli a sentirsi protagonisti nell’affrontare un compito, ci spiega.
Dall’alimentazione al gioco, dal sonno alla gestione delle emozioni, ogni esperienza diventa un’occasione di crescita quando il bambino può sentirsi protagonista.
Come diceva Maria Montessori:
“Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo”.
Il ruolo del genitore: partire da sé stessi
Alla domanda su quale sia il consiglio più importante da lasciare ai genitori, Rapisardi risponde così:
“Il primo passo per qualsiasi genitore è prendersi cura di sé: non possiamo dare qualcosa ai bambini che non abbiamo dentro noi stessi”.
Questo significa ridimensionare l’idea di dover essere sempre all’altezza o sempre pronti e riconoscere che la relazione educativa con il proprio bambino o la propria bambina sia fatta anche di limiti, errori e apprendimento reciproco.
Il genitore non è chiamato a “fare tutto giusto”, ma a essere presente e disponibile a crescere insieme al proprio figlio o alla propria figlia.
L’alleanza tra genitori ed esperti
Nel lavoro con le famiglie, Rapisardi sottolinea l’importanza di costruire un’alleanza, non di fornire risposte calate dall’alto, con gli esperti ai quali ci si rivolge.
Richiamando l’approccio Touchpoints di Brazelton, afferma che “il genitore è l’esperto del proprio bambino” e che l’intervento dell’esperto diventa efficace solo quando parte dall’ascolto:
“È possibile creare un’alleanza che renderà più efficace il nostro intervento, il cui principale obiettivo è quello di sostenere e rafforzare il senso di autoefficacia dei genitori e con loro quello del loro bambino”.
Crescere un bambino è un percorso complesso, ma è da questa visione che nasce uno spazio come Frichì, dove la consapevolezza del proprio ruolo educativo si può costruire insieme ad altri esperti grazie al supporto e all’ascolto.


