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Perché il gioco è un diritto che dobbiamo proteggere (Frichì)

Il 20 novembre celebreremo la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un’occasione per fermarci e ricordare quanto sia importante garantire a ogni bambino e bambina un’infanzia fatta di opportunità, ascolto e cura.

In Frichì siamo da sempre convinti che i diritti dei bambini non si proteggano solo con le parole, ma con gesti concreti, scelte quotidiane e una comunità che li accoglie e li fa sentire parte del mondo.

Quest’anno vogliamo dedicare un’attenzione speciale a uno dei diritti che più sostiene il benessere dei più piccoli: il diritto al gioco.

 

Giocare non è tempo perso, ma il cuore della crescita

Nel gioco scopro, conosco, imparo” ci racconta Melissa, una bambina di soli 5 anni.

Infatti, il gioco non è un passatempo né una pausa né l’intervallo tra una cosa ‘seria’ e l’altra. Il gioco è, in realtà, apprendimento.

È nel gioco che scopriamo valori come la curiosità, il coraggio, la creatività e le relazioni. È sempre attraverso il gioco che bambini e bambine esplorano il mondo, capiscono come funziona, imparano a gestire emozioni e imprevisti, costruendo anche la fiducia in sé stessi.

Come ricorda anche Gianfranco Zavalloni, “ogni bambino ha diritto al gioco, alla lentezza, alla meraviglia”.

 

Il diritto al gioco nella Convenzione ONU

L’articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia parla chiaro: ogni bambino e ogni bambina ha diritto al riposo, al tempo libero, al gioco e alla partecipazione alla vita culturale e artistica della propria comunità.

Giocare è un diritto fondamentale perché permette ai più piccoli di:

  • costruire autostima
  • imparare a risolvere problemi
  • gestire le emozioni
  • scoprire passioni
  • relazionarsi con gli altri
  • crescere in modo armonioso

 

Il gioco è il loro modo di attraversare la complessità della vita con sicurezza e libertà.

 

Digitale, città e ritmi veloci: il diritto al gioco è sempre garantito?

Oggi il gioco è sotto pressione più che mai.

I ritmi delle famiglie, i compiti, la mancanza di spazi sicuri nelle città, le regole che limitano la spontaneità, come il “non correre”, il “non urlare” o il “non usare il pallone”, creano infanzie piene di doveri e con poco tempo per essere quello che si è, bambini.

In più, mentre chiediamo di “limitare il digitale”, temendolo, non sempre creiamo alternative reali e accessibili. Se non offriamo luoghi, tempi e occasioni di gioco, il digitale diventa l’unico porto sicuro poiché immediato, semplice e sempre disponibile.

Ma non dovrebbe essere sostitutivo.

Il gioco permette ai bambini di confrontarsi in modo protetto con la complessità della vita, di sperimentare il significato delle cose, conoscere sé stessi e gli altri.

 

Giocare in natura: un’opportunità straordinaria

Tra tutti i tipi di gioco, quello in natura è uno dei più ricchi e benefici, perché stimola i sensi, allena il corpo, rafforza l’autonomia, favorisce creatività e relazioni spontanee.

Che sia un prato, un boschetto, un cortile o un parco giochi ben progettato, tutti questi spazi possono diventare laboratori di crescita impagabili per i nostri bambini e le nostre bambine.

E questo perché natura e infanzia parlano la stessa lingua, quella della scoperta.

 

Cosa serve davvero ai bambini per poter giocare?

La risposta non è complessa, perché bastano tre semplici elementi:

  1. Tempo

Un tempo lento, non riempito, perché il gioco ha bisogno di pause, di noia e di improvvisazione.

  1. Spazio

Città più verdi, cortili aperti e piazze pensate anche per i più piccoli.

  1. Accettazione

Accettare che i bambini giochino, facciano rumore, esplorino o sperimentino, semplicemente perché è giusto così.

Tutti noi possiamo fare la differenza:

  • le famiglie, lasciando momenti liberi dal digitale e dagli impegni;
  • la scuola, rilanciando spazi educativi che valorizzano gioco e movimento;
  • le amministrazioni, progettando città a misura di bambino;
  • la comunità, costruendo ambienti accoglienti e non giudicanti;
  • i legislatori, proteggendo e ampliando i diritti dei bambini.

 

Perché il diritto al gioco ha bisogno di adulti che ci credano.

 

Celebrare i diritti significa anche agire

Novembre ci ricorda che i diritti dei bambini non devono essere celebrati solo oggi, ma che vanno vissuti, difesi e rinnovati. Per questo ti invitiamo a partecipare agli eventi, ai laboratori e alle iniziative che biblioteche, associazioni e comuni organizzano nella tua zona.

Come anche le iniziative di Frichì, il nostro spazio pensato per bambine e bambini da 0 a 6 anni, le loro famiglie e tutti gli adulti che si prendono cura dell’infanzia, che grazie al sostegno della Fondazione Prosolidar sono tutte gratuite!

Sono occasioni preziose per condividere tempo di qualità con i propri figli, riscoprire il piacere del gioco e sostenere chi lavora ogni giorno per proteggere i diritti dell’infanzia.

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