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Ripensare la meritocrazia nella pratica: come creare vere opportunità fin dall’infanzia

In un articolo precedente, che puoi recuperare qui, abbiamo messo in discussione un’idea molto radicata nella nostra società per cui il successo di una persona dipenda solo dal talento e dall’impegno individuale. 

Ma abbiamo anche visto come, senza pari condizioni di partenza, la meritocrazia rischi di diventare una narrazione rassicurante più che uno strumento di equità. 

Per questo crediamo sia davvero necessario ripensare il sistema di meritocrazia nella pratica, partendo dai primi anni di vita. 

Ma in che modo? 

Con Frichì proviamo a rispondere a questa domanda. 

 

Andare oltre la meritocrazia tradizionale 

Il sistema di merito tradizionale si fonda su un presupposto molto semplice per cui chi si impegna di più e ha più talento dovrebbe ottenere sempre i migliori risultati. 

Ma abbiamo visto che uno dei problemi principali di questo modello è il tendere a ignorare le disuguaglianze strutturali che influenzano profondamente le opportunità di un bambino o di una bambina fin dall’inizio. 

Perché quando la linea di partenza non è la stessa, la gara non è affatto equa. 

Dunque, in questo contesto, celebrare solo l’eccezione individuale rischierebbe di nascondere i problemi di un sistema che non offre a tutti gli strumenti fondamentali per competere. 

Frichì è nato proprio per spostare lo sguardo da quest’eroismo individuale verso un’equità più sistemica.

 

Frichì come laboratorio di politiche sociali eque 

Frichì è uno spazio educativo pensato per bambini e bambine da 0 a 6 anni, in cui il concetto di equità viene tradotto attraverso delle pratiche quotidiane, partendo da questo assunto: il talento è distribuito in modo ampio, mentre le opportunità no. 

Per questo qui lavoriamo sulla creazione delle condizioni che permettono a ogni bambino e bambina di esprimere il proprio potenziale fin da subito.

 

Pratiche quotidiane per ampliare le opportunità 

Come già anticipato, l’equità è un concetto astratto, sì, ma in Frichì si traduce in azioni concrete, vediamo insieme come. 

Accesso universale agli strumenti fondamentali 

L’educazione di qualità nella prima infanzia è un diritto, non il “privilegio” di alcuni. Le cosiddette “pre-condizioni” del successo, come gli stimoli educativi, le relazioni significative o gli ambienti sicuri, devono diventare parte integrante del percorso di ogni bambino e bambina. 

Approccio evidence-based 

Abbiamo scelto di partire da un approccio evidence-based, cioè fondato sulle evidenze scientifiche, che ne provano l’efficacia. Il cuore del nostro intervento è Un Villaggio per Crescere San Benedetto del Tronto, un progetto nazionale del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini. Noi siamo i partners locali, con il compito di portare le attività previste dal progetto ad ogni bambino, bambina, ad ogni genitore, garantendo così la diffusione dell’opportunità di avere la miglior partenza possibile nella vita. 

De-stigmatizzazione attiva 

Il contesto educativo di Frichì è pensato per far incontrare bambini e bambine che hanno background diversi, senza imporre delle etichette, perché è proprio evitando la creazione di “binari separati” che preveniamo, fin dall’infanzia, l’interiorizzazione di un senso di inferiorità che può limitare le proprie opportunità future.

 

Ridefinire il merito: da premio individuale a risultato sistemico 

Uno dei passaggi più importanti di ripensare il merito nel pratico è cambiare proprio il modo in cui definiamo il concetto stesso di merito. 

Se oggi il merito viene spesso visto come una ricompensa assegnata alla fine della gara, a chi arriva primo, una visione alternativa (e più equa) dovrebbe considerare il merito come il risultato di un ecosistema sano, che è stato capace di offrire a tutti quanti delle vere possibilità per esprimersi. 

In questo senso, una meritocrazia credibile si dovrebbe misurare in base a quante barriere un bambino o una bambina riesce a rimuovere prima ancora che diventino definitivamente degli ostacoli e non da chi riesce a farcela ‘nonostante tutto’.

 

La linea di partenza equa 

Ripensare la meritocrazia significa spostare l’attenzione sui primi anni di vita, il momento in cui le disuguaglianze iniziano a strutturarsi. 

Così, invece di celebrare la “grinta” di chi supera difficoltà enormi, dovremmo iniziare a giudicare un sistema in base a quante poche difficoltà permette di affrontare. 

Allo stesso tempo, una meritocrazia rinnovata amplia la definizione di successo, riconoscendo talenti sempre diversi, come le capacità relazionali, la creatività, la cura della comunità e la leadership emotiva. 

Così che smetta di esistere un solo modo di “avere valore”.

 

Perché l’equità è anche una scelta strategica 

Spesso l’equità viene raccontata come un gesto di solidarietà, ma in realtà è anche una scelta strategica. 

Quando il successo dipende dalla sorte, la società perde una quantità enorme di potenziale umano. 

Ecco perché investire in pari opportunità per i nostri bambini e le nostre bambine significa: 

  • valorizzare competenze che altrimenti resterebbero invisibili; 
  • ridurre, nel lungo periodo, i costi sociali legati a dispersione scolastica e marginalità; 
  • favorire innovazione, grazie a prospettive diverse su problemi complessi. 

In questo senso, l’equità non è solo giustizia sociale, ma sviluppo.

 

Dalle pratiche locali a un modello scalabile 

Il modello Frichì suggerisce una possibile direzione anche su scala più ampia, questi sono alcuni pilastri chiave: 

  • hub comunitari integrati, che uniscono educazione, gioco e servizi sociali; 
  • mentorship come infrastruttura, non come attività opzionale, per garantire reti di supporto anche a chi non le ha.

 

Naturalmente, questa tipologia di progetti può incontrare numerose sfide, dalle resistenze culturali agli importanti investimenti iniziali. 

Ma anche qui, la risposta a ciò dovrebbe passare attraverso una narrazione diversa, dove un sistema più equo non toglie opportunità, bensì le moltiplica. 

Se vuoi approfondire la nostra realtà, i nostri valori e quello che ogni giorno facciamo per creare pari opportunità per tutti i bambini e i ragazzi con e senza disabilità, iscriviti alla nostra newsletter.

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